Ne vale la pena la maternità?

'Quindi, ne vale la pena la maternità?' chiede il mio collega con un po' di scetticismo dall'altra parte del tavolo rotondo della mensa. Siamo entrambi seduti su alti sgabelli da bar - lei - inconsapevolmente come farebbe qualcuno nel loro habitat naturale, io - dolorosamente consapevole del mio status di mangiatore temporaneo ininterrotto e di sgabello da bar.
Vedi, sono qui solo da due mesi e lei non sa molto di me. A questo punto sono un po' una trapunta patchwork che mostra toppe di sveglie alle 5 del mattino, blazer occasionalmente macchiati e fine settimana solitamente tranquilli. Da dietro queste toppe sbircia la trapunta stessa, che è tutto ciò che costituisce tu al lavoro : personalità, stile di lavoro e biografia conosciuta.
“Ma ne vale la pena?”
Sto cercando le parole che voglio dirle - tu - ma si trasformano in una risposta già pronta, tagliata con lo stampino per biscotti, e mi scivolano fuori dalla bocca prima che possa fermarmi.
confronto enfamil neuropro
Potrei dire che non eri convinto. Chi potrebbe biasimarti?
Non ho mai avuto il coraggio di riprendere questa conversazione, ma quello che avrei dovuto dirti è che SI, ne vale assolutamente la pena ma non perché sia la cosa migliore in assoluto. Non perché sorrido ogni volta che all’improvviso mi sorprendo a pensare a qualcosa che i miei figli hanno fatto o detto mentre erano seduti al computer al lavoro, ma a causa di tutte le cose che non saprei dei miei figli se non le avessi avute. Non ha molto senso, lo so, ma abbi pazienza un secondo. Ciò che ne vale la pena è conoscere tutte quelle piccole cose che so su di loro. Le piccole cose che li rendono tali e che rendono ME l'esperto di LORO e che non avrei mai saputo se non le avessi avute. So che questo sembra una sorta di logica senza senso di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma lo so con ogni fibra del mio essere: fare queste scoperte sui tuoi figli e curare quella conoscenza è la più grande ricompensa della maternità.
Ciò che ne vale la pena è scoprire che avrei un figlio di cinque anni che semplicemente si rifiuta di dormire con i calzini. Non si stanca mai di mettere in atto lo stesso piano elaborato, notte dopo notte, mentre prima si infila sotto la coperta, poi inizia a dimenarsi ingannevolmente e alla fine infila trionfalmente i suoi piedi nudi nello spazio appena sopra le mie ginocchia, trattenendo il respiro e aspettando di scoppiare a ridere. mentre recito diligentemente la mia parte e rivelo il mio shock ricorrente...
richiamo enfamil novembre 2021
Sapendo esattamente cosa intende quando chiede 'mamma, per favore dammi un sogno' o quando si riferisce a qualcuno come al suo 'ragazzo più cattivo'.
E se non avessimo avuto il nostro secondo figlio (e chi avrebbe potuto immaginare che il nostro figlio sorprendentemente biondo avrebbe avuto un fratellino minore dai capelli scuri e ricci?) avrei saputo che a due anni il mio piccolo bambino riccio dai capelli scuri avrebbe vuoi solo addormentarti su una coperta stesa con cura sul pavimento, impilando ordinatamente i suoi morbidi animali nell'angolo in basso a destra e coprendoli prima con un'altra coperta, la sua? Non avrei mai saputo che mi avrebbe invitato a 'piangere' accanto a lui sul pavimento, e che non avrebbe mai sviluppato un attaccamento così forte a qualsiasi peluche che possiede come suo fratello maggiore ha sviluppato per l'Orso Blu e che il più vicino possibile a lui sarebbe arrivarci, sarebbe la sua curiosità intermittente verso il suo cavallino in miniatura, che chiama Hersey . Non sapevo che mi avrebbe insegnato cosa significasse avere l'elemento fuoco nella propria personalità, attraverso la sua intensa espressione facciale esemplificata dai denti serrati, mentre si preparava a caricarmi per un abbraccio appassionato o per una partita a lite rema rema la tua barca. Non sapevo che avrei inventato il gioco di Row Row Row Your Boat.
Non riuscirei mai a provare il dolce e amaro senso di lutto di cui parlano tanti genitori e che, a quanto pare, è parte integrante del territorio quando si tratta di guardare i propri figli crescere fuori dalle diverse fasi dell'infanzia.
Diavolo sì, ne vale la pena.
Diventerai un Colombo, tracciando territori esterni ed interni inesplorati con il passeggino e il cuore. Rimarrai stupito dalle scoperte che farai, come il fatto che sei stato tu a creare lo stampo invece del biscotto, il recipiente, non il suo contenuto.
gerber buon inizio confronto
Guardarlo. Non avresti mai potuto immaginare che il tuo bambino sarebbe stato così meticolosamente allineato con le macchinine per formare una fila. Che si sarebbe arrabbiato moltissimo se qualcuno o qualcosa avesse mosso leggermente uno di loro. Che ti sorriderebbe e dichiarerebbe con tale orgoglio 'guarda, l'ho fatto!' enfatizzando l''io', ma inoltre non avresti mai pensato che quel semplice atto di foderare la macchinina avesse il potenziale di riempirti di una combinazione così strana di intensa meraviglia, curiosità e, più strano di tutti, anche orgoglio inspiegabile.
Non sapevi che riceverai un pugno nel cuore e nello stomaco ogni giorno e che questo è ciò che ne vale la pena, perché non ti è mai importato così tanto di nient'altro nella tua vita.
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